ANNA CHE SORRIDE ALLA PIOGGIA – Guido Marangoni

“Condividere le proprie fragilità rimane senza dubbio la nostra parte più forte”

I nove mesi che precedono la nascita di un figlio sono un periodo denso di emozioni, ma cosa accade quando a crescere nel pancione è Anna che ha un cromosoma in più? Una storia semplice che ci aiuta a prendere confidenza con la disabilità e a capire che non è poi così difficile aprire le braccia alla vita.

Dall’esperienza personale dell’autore scaturisce questo breve romanzo che regala lacrime e sorrisi in quantità. Finalista del Premio Bancarella 2018.

Per conoscere meglio i protagonisti potete visitare la Pagina Facebook “buone notizie secondo Anna”.

SECONDA DI COPERTINA

Un’ora dopo aver letto l’esito del test di gravidanza, avevo già montato un canestro in giardino. «È un maschio, me lo sento!». Perché dopo due meravigliose figlie femmine era giusto, se non pareggiare i conti, almeno bilanciare un po’ le parti. A Daniela l’ultima cosa che interessava era il sesso della creatura che portava in grembo. Bastava che fosse sana, diceva. Che poi è il pensiero di ogni genitore, solo che, quando la vita ti ha già messo alla prova, quel pensiero non lascia spazio a nessun altro. Poi ci fu il succo alla pera. Qualche sorso per svegliare a suon di zuccheri il piccoletto, in modo che si posizionasse a favore di ecografo. Fu quello il giorno in cui capii che mi dovevo preparare, perché qualcosa stava davvero per cambiare. Quando la dottoressa ci convocò e senza tanti preamboli ci disse: «Si tratta della trisomia 21», invece, capii un’altra cosa: che Daniela era già pronta. «È maschio o femmina?», chiese, lasciandomi a bocca aperta ancora una volta. Perché adesso sì, l’unica cosa che contava era sapere chi sarebbe arrivato nella nostra famiglia. Era Anna la buona notizia che stavamo aspettando.

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OLTRE L’INVERNO – Isabel Allende

Nel mezzo dell’inverno, ho finalmente appreso che in me c’era un’estate invincibile

Tre immigrati da tre diversi Parsi del Sud America, ognuno con il proprio fardello di disgrazie, talmente terribili da risultare una sorta di caricatura della sciagura, si scontrano letteralmente e si ritrovano a condividere un grottesco spicchio di vita. L’autrice cilena prende spunto dalla frase di Albert Camus per prometterci una storia di rinascita, di sentimenti che si aprono un varco nel gelo, per dar vita, così dice, ad una estate dell’anima. Alla fine del libro però mi sono sentita come lasciata in sospeso. Il piccolo thriller messo in scena per tenere insieme i personaggi risulta un collante un po’ troppo debole e quell’amore che tutti dovrebbe salvare, resta ombra di luce smorzata.

Una prova di tecnica narrativa perfetta che non basta a ridestare nel lettore la magica emozione dei romanzi precedenti.

SECONDA DI COPERTINA

Brooklyn, ai giorni nostri. Durante una tempesta di neve, Richard Bowmaster, professore universitario spigoloso e riservato, tampona la macchina di Evelyn Ortega, una giovane donna emigrata illegalmente dal Guatemala. Quello che sembra solo un banale incidente prende tutt’altra piega quando Evelyn si presenta a casa del professore per chiedere aiuto. Smarrito, Richard si rivolge alla vicina, che conosce a malapena, Lucia Maraz, una matura donna cilena con una vita complicata alle spalle. Lucia, Evelyn e Richard, tre persone molto diverse tra loro, si ritrovano coinvolte in un thriller dalle conseguenze imprevedibili. Tre destini che Isabel Allende incrocia per dare vita a un romanzo molto attuale sull’emigrazione e l’identità americana, le seconde opportunità e la speranza che, oltre l’inverno, ci aspetti sempre un’invincibile estate.

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DENTRO L’ACQUA – Paula Hawkins

“Mi sfugge ciò che vorrei trattenere, invece quello che voglio dimenticare riaffiora di continuo”

…tendiamo a fidarci dei nostri ricordi, sono ciò che dà un senso alla realtà in cui viviamo. Eppure sono inaffidabili. Tutti noi ricordiamo in modo sbagliato alcuni fatti o modifichiamo le nostre storie quando le raccontiamo. Cosa accadrebbe se qualcuno di noi ricordasse in modo distorto un fatto cruciale per la propria vita? Cosa accadrebbe se scoprisse che quel ricordo su cui ha costruito le proprie certezze è poggiato su sabbie mobili? …

Ancora una volta una libro in cui le donne sono protagoniste, ancora una volta un racconto corale. La scrittrice inglese conferma la sua profonda conoscenza della psiche umana architettando una storia in cui la verità perde la propria univocità e si frantuma tra le mani del lettore, assumendo la forma delle sei voci narranti. Un espediente efficace, con cui ogni personalità viene sezionata con precisione chirurgica e la cui analisi non concede distrazioni. Il racconto si spoglia della veste di thriller e si qualifica progressivamente come dramma psicologico. I frammenti sprofondano uno dopo l’altro nello Stagno delle annegate, dove tutto è cominciato, e solo alla fine riemergono, ricomposti nell’immagine che dà risposta ad ogni interrogativo.

Non è il giallo che mi aspettavo, ma indubbiamente una prova letteraria di altissima qualità.

SECONDA DI COPERTINA

Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l’hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine – donne “scomode”, difficili, come lei -, ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.

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MOSAICO Una storia veneziana – Marco De Luca

«Venezia è così, fatevelo dire da chi la conosce da sempre. Lo imparerete presto. È come un mosaico dove ogni tessera serve per tenere incollata l’altra. Prese per sé, sono poche le tessere che non siano brutte alla vista, che non sembrino sgradevoli o il cui senso non è chiaro: ma se tutto ricade secondo un disegno, ognuna di loro acquista scopo nel tutto.»

Mosaico è un romanzo ambientato a Venezia alla fine del Cinquecento: il capitano Iñacio Cortés, mercante e avventuriero portoghese, si fa strada dai bassifondi della laguna fino a raggiungere i vertici della piramide. Iñacio cadrà, si rialzerà e imparerà a proprie spese che nella vita ci sono tre tipi di persone: quelli che stanno fermi, quelli che muovono e quelli che sono mossi.

Immischiato nella ricettazione di un gioiello rubato, Cortés fa infatti suo malgrado conoscenza con lo Schiavone, uno dei criminali più temuti e rispettati di Venezia, che decide di sfruttarne le capacità in un’operazione commerciale molto rischiosa. Le cose precipitano quando i due cercano di ricattare l’uomo sbagliato, il potente Fabio Florian, Savio e membro del Consiglio dei Dieci. Il Savio prenderà Cortés sotto la sua ala e il lusitano si renderà disponibile a rischiare la propria vita in una trama che coinvolge Spagna, Impero Turco e Repubblica di Venezia, pur di coronare il suo sogno di prendere con sé per sempre la bella Chiara Fracassa, cortigiana tra le più seducenti e simbolo di Venezia stessa.

Marco De Luca, giovanissimo esordiente pugliese ma veneto d’adozione, con uno stile preciso e dotto, da cui traspare un’accuratissima ricerca storica e storiografica, spalanca al lettore le porte della città di San Marco, misteriosa, affascinante, indiscussa protagonista del racconto. Una trama ricca come un prezioso broccato, intessuto di uomini di stato, cortigiane licenziose, sicari, avidi mercanti, nobili decaduti, eroi di guerra, corsari rinnegati e cospiratori visionari.

Per gli appassionati del romanzo storico e avventuroso è un’opera da non perdere.

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MANDA UN MESSAGGIO QUANDO ARRIVI – Sara Boschetti e Sergio Trapasso

Io ho bisogno di ferie. Di molte ferie. Molto lontano. Dove non conosco nessuno. In Islanda. No, troppo freddo e troppo vicino. E poi ci vuole un posto con un nome strano. Uno Stato che a malapena si riesce a ricordare in quale area geografica del mondo si trovi ma che di preciso nessuno abbia idea di dove sia (…) Voglio dormire in una baracca di legno con il tetto fatto di foglie di palma. La mattina mi voglio svegliare con il sole che esce dalla linea dell’orizzonte dell’oceano e la sera addormentarmi con la stessa scena al contrario. Non so che diavolo di giro dovrà fare il sole ma il sogno è mio e quindi anche le leggi del moto astronomico dovranno seguire quello che dico io.

Erika e Loris sono amici, entrambi attraenti, ambiziosi e realizzati. Questo all’apparenza, ma in realtà le soddisfazioni lavorative e le numerose conquiste in campo sentimentale sono traguardi superficiali. Erika viene da un’infanzia per nulla serena, segnata dal difficile rapporto con la madre e dalla morte improvvisa del padre. Forse proprio per questo predilige le amicizie maschili. L’amico in questione è Loris, ragazzo interessante e molto intelligente che alla dedizione per la propria attività lavorativa contrappone una vita fatta di frivolezze, divertimento e relazioni che richiedono poco impegno. Entrambi vivono a lavorano a Rimini, fino a quando Erika lascia il proprio impiego per entrare a far parte dell’ufficio stampa e del portavoce della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e dunque si sposta a Roma. Sarà questo avvenimento a destabilizzare l’equilibrio dei due amici. Il timore di non essere all’altezza del mondo lavorativo che l’attende e la paura dell’inevitabile distacco da Loris turbano moltissimo Erica, che non trova conferme nel ragazzo, il quale finge di prendere tutto con estrema leggerezza.

MANDA UN MESSAGGIO QUANDO ARRIVI prende vita in modo singolare dalla penna di due persone molto diverse ma con un sogno che li accomuna. Sergio di Catanzaro e Sara di Peschiera del Garda si sono conosciuti per caso e hanno deciso di scrivere a quattro mani questo romanzo. Il risultato è quello di un libro in cui i due personaggi principali sono perfettamente caratterizzati, in quanto curati da autori con stili e punti di vista diversi. I protagonisti si alternano nei capitoli offrendo al lettore un racconto dinamico e armonico che non annoia, oltre al piacere di una forma scorrevole e curata. Molto belli gli intermezzi in corsivo, brevi pennellate a dare profondità al quadro d’insieme.

Un ottimo esordio, un raggio di sole a scaldare una primavera che stenta a decollare.

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LA REGOLA DEI PESCI – Giorgio Scianna

Si chiama schooling, l’abbiamo studiato a scienze, è quella cosa per cui i pesci riescono a muoversi tutti insieme senza scontrarsi e senza perdere nessuno. Basta fidarsi del movimento degli altri. È questa, la regola dei pesci.

Gli adolescenti sono come i pesci, si muovono in branco. Ma può capitare che se non vedono un traguardo all’orizzonte, uno stimolo concreto che dia senso alla loro vita, può capitare, dicevo, che alcuni di loro si allontanino dal gruppo, distratti da qualcosa che sembra migliore ed invece è solo troppo grande, e più terribile di qualunque altro futuro a cui potrebbero essere destinati. Antonio, Roberto, Ivan e Lorenzo scelgono la Grecia come palcoscenico della loro prima vacanza da maggiorenni, ma a settembre i loro banchi nel liceo Tommaseo rimangono vuoti. I quattro amici sono scomparsi. È per capire cosa è accaduto che ho divorato questo libro in un attimo, sballottata tra la paura, la rabbia, lo sconcerto e l’ansia crescente di madre. Il panico nel pensare che quella sete di avventura che illumina ogni giorno gli occhi di mio figlio possa portarlo, per gioco o per sfida, verso una strada senza ritorno. Un libro che invita i giovani a mettersi in guardia dai pericoli del nostro tempo e gli adulti a mettersi in discussione e migliorarsi nel ruolo sempre più difficile di genitori.

SECONDA DI COPERTINA

Quando a settembre riapre la scuola, il liceo Tommaseo viene travolto da una scoperta che lascia tutti senza fiato: quattro ragazzi, gli unici maschi della quinta C, sono spariti. Erano in vacanza in Grecia, ma dal 22 luglio nessuno sa più niente di loro. E mentre un funzionario della Farnesina viene incaricato di assistere i genitori nel tentativo di capire cosa sia successo, uno dei quattro torna a casa, illeso ma chiuso in un mutismo inattaccabile. Fra di loro c’era un patto, e romperlo significherebbe tradire la fiducia degli altri.

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NEGLI OCCHI DI CHI GUARDA – Marco Malvaldi

Uno dei miei professori, a lezione, diceva che può accadere che le persone si soffochino mangiando, ma non per questo uno dovrebbe smettere di mangiare “

Piergiorgio e Margherita, una coppia di investigatori molto speciale: medico e genetista lui, bellissima filologa lei…non serve dire che il lieto fine per loro è già scritto a caratteri cubitali ancora prima che avvenga il primo omicidio. L’ambientazione è quella di un’enorme tenuta nell’alta Maremma, Poggio alle Ghiande, frequentata da un manipolo di personaggi in cui da vicino nessuno è “normale”, qualcuno neanche da lontano. C’è anche una misteriosa opera di Antonio Ligabue. Non manca niente in questa storia che porta l’eco lontana dei classici di Agatha Christie. Una soluzione un po’ affrettata, ma non importa. Nei gialli col sorriso di Malvaldi quello che conta davvero è l’atmosfera e qui ce n’è da vendere! Molto carino e consigliato, anche se ammetto di essere di parte. Per me Malvaldi …se non ci fosse bisognerebbe inventarlo!

SECONDA DI COPERTINA

In un posto isolato e bellissimo della Maremma toscana, un’enorme tenuta tra le colline e il mare, si ritrova una compagnia di persone diverse tra di loro. È un appuntamento del destino, anche se non lo sanno. Si sta decidendo se vendere o no, a un gruppo finanziario cinese, la proprietà dove dimorano. E per ciascuno di loro, Poggio alle Ghiande è qualcosa di più che un semplice grande podere. I due proprietari, i gemelli Zeno e Alfredo Cavalcanti, sono divisi, pur senza aperta discordia; l’uno è un sofisticato collezionista d’arte che si è ritirato da decenni nella sua tenuta, l’altro è un broker di mondo i cui affari non vanno sempre a gonfie vele. La questione tocca in misura diversa i vari residenti che affittano i pochi alloggi nella tenuta. Quelli che invece sono ferocemente attaccati alla terra sono due famigli: il vecchio Raimondo, una specie di fattore misantropo che è stato lunghi anni in manicomio; e Piotr, un inquietante polacco fanatico religioso che fa il cameriere.

Sono ospiti della villa anche Margherita, bella filologa chiamata a ordinare la collezione di Zeno, e Piergiorgio Pazzi, un genetista. Quest’ultimo incaricato di fare da esecutore di una singolarissima scommessa dalla quale dipenderà se vendere o meno. Una notte, un incendio improvviso divora il bosco di Poggio alle Ghiande e dentro il cerchio delle fiamme si ritrova il cadavere di Raimondo. E mentre sul vecchio fattore e su una certa opera di Ligabue scomparsa cominciano a circolare dicerie, un secondo omicidio toglie ogni dubbio sulla presenza di un assassino. Il mistero di quelle morti sta negli occhi di chi guarda.

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