BUSSOLE IN CERCA DI SORRISI PERDUTI

di Albert Espinosa

“Siamo circondati da menzogne ed è importantissimo sapere che esiste un arcipelago di persone che ci dirà sempre la verità. Significa fare squadra. Diventare una terraferma per l’altro, una roccia sulla quale si possa saltare senza paura di finire in acqua.”


La dolcezza con cui l’autore di “Braccialetti rossi” ci racconta questa storia tristissima è forse l’unica cosa a renderla accettabile.

Ekaitz, l’ultimo di quattro fratelli, si trova in una fase difficile della sua vita. Sua moglie, appena morta in un incidente stradale, lo ha lasciato solo con due gemelline di pochi mesi. In questo momento fortemente drammatico decide di tener fede al giuramento fatto a sua madre e di prendersi cura dell’odiato padre, un ex regista burbero e insensibile, afflitto contemporaneamente da un tumore e dall’Alzheimer. Il ritorno nella casa natia lo porterà ad affrontare il suo passato, quei ricordi che si porta sulle spalle come un fardello e che gli impediscono di alzare la testa e guardare avanti. Un percorso faticoso, di ricostruzione di fatti e sentimenti, che gli permetterà di ricomporre i frantumi in cui si è sbriciolata la sua famiglia e la sua vita. Le pagine si susseguono lasciandosi dietro la rabbia, la menzogna, l’oblio della rassegnazione. La verità è l’unica ancora di salvezza, lo scoglio a cui aggrapparsi per non affogare, la sola a permettere al perdono di emergere potente, a dare forza alla speranza di un futuro.

Un romanzo delicato e forte, un libro che non scegli. È lui a trovarti, a piombarti addosso, a piazzartisi sullo stomaco togliendoti il respiro, per poi inaspettatamente alleggerirti, sollevarti dal dolore dei protagonisti e da tutte quelle ansie che tenevi nascoste dentro di te prima di leggerlo.

Informazioni su Giuliana Bellosi

Toscana di nascita, laureata all'Università degli Studi di Pisa, attualmente a Milano. Lettrice appassionata, reviewer.
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