IL MAESTRO DELLE OMBRE – Donato Carrisi

“L’esistenza è una catena di eventi e se non si impara ad accettare quelli dolorosi, non si ottiene alcuna felicità come ricompensa.”

L’ultimo lavoro di Donato Carrisi, il terzo della serie che ha come protagonisti Marcus e Sandra, ha come sfondo una Roma apocalittica. Una tempesta di pioggia e vento ha messo fuori uso una centrale elettrica ed ha reso necessario un blackout di 24 ore per il ripristino. Il buio totale e la mancanza di comunicazione conseguente gettano la città nel caos. In questa sorta di eclissi artificiale, in cui l’annullamento della tecnologia spazza via ogni certezza e stabilità, un’anima più nera delle altre si muove silenziosa lasciando una scia di morti. Sembra avverarsi la profezia di Papa Leone X. Nove giorni prima di morire, nel 1521, aveva emesso una bolla contenente l’obbligo solenne di non lasciare “mai, mai, mai” Roma al buio. 
Lo stile impeccabile di Carrisi fatica questa volta a sostenere quel mix tra esoterico e surreale che rende la trama confusa e poco scorrevole. Nonostante sia, a mio avviso, molto lontano dal thriller perfetto a cui l’autore pugliese ci ha abituato, ha il pregio di svolgere un’analisi profonda dell’animo umano, facendo emergere le più recondite paure e mettendo in evidenza il sottile confine tra bene e male. 

Informazioni su Giuliana Bellosi

Toscana di nascita, laureata all'Università degli Studi di Pisa, attualmente a Milano. Lettrice appassionata, reviewer.
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