MORTE A FIRENZE  – Marco Vichi

“Forse la donna che faceva per lui sarebbe nata fra cento anni, oppure era già nata, vissuta e morta.

 In ogni caso non l’avrebbe mai conosciuta.”

Alle prese con una delle sue più difficili indagini, ritroviamo il commissario Bordelli, ormai prossimo alla pensione, il perfetto antieroe. Burbero, taciturno, accanito fumatore e gran bevitore, è un uomo onesto e generoso, con quelle debolezze che lo rendono vero, con la malinconia leggera dell’età che avanza, con il fardello di quella guerra combattuta che gli ha lasciato addosso ferite che non guariscono. Un personaggio al quale i lettori si affezionano immediatamente e che si portano sottobraccio come un vecchio amico. 

Sotto la pioggia incessante che precede la terribile alluvione del 4 novembre 1966, si consuma nel capoluogo toscano un atroce delitto. Un tredicenne scompare e viene ritrovato, qualche giorno più tardi, seviziato, ucciso e sepolto in un bosco. L’ombra della pedofilia ed un unico labile indizio rendono ancora più plumbeo il cielo di Firenze. Inizia così questo giallo-non giallo, un romanzo dove l’aspetto storico e sociale è il vero filo conduttore. Vichi descrive con dovizia di particolari tutto l’orrore di quell’ondata di fango e detriti, di carcasse di animali e nafta, che in un attimo sommerse Firenze ed i comuni limitrofi, seminando devastazione e morte. L’autore non tralascia i rapporti di amicizia, di solidarietà e di amore sincero. La ricerca del colpevole però appare sfuocata, un pretesto per raccontare tutto il resto. I colpi di scena sono confinati negli ultimi capitoli, preludio di un finale dal sapore amaro. 

Un libro forse eccessivamente lento nella prima parte, immerso in un’atmosfera cupa e decadente, che si è rivelato interessante come inaspettato viaggio nella memoria degli anni Sessanta, quando si chiamava col telefono a gettoni e si guardava Studio Uno alla TV. Notevole anche per la caratterizzazione di alcuni personaggi, come il simpatico ladro Ennio Botta e la dolce e spiritosa ex prostituta Rosa, ma che poco ha a che fare col genere poliziesco a cui sono abituata.

Informazioni su Giuliana Bellosi

Toscana di nascita, laureata all'Università degli Studi di Pisa, attualmente a Milano. Lettrice appassionata, reviewer.
Questa voce è stata pubblicata in Narrativa contemporanea, Recensione libri e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...