DENTRO L’ACQUA – Paula Hawkins

“Mi sfugge ciò che vorrei trattenere, invece quello che voglio dimenticare riaffiora di continuo”

…tendiamo a fidarci dei nostri ricordi, sono ciò che dà un senso alla realtà in cui viviamo. Eppure sono inaffidabili. Tutti noi ricordiamo in modo sbagliato alcuni fatti o modifichiamo le nostre storie quando le raccontiamo. Cosa accadrebbe se qualcuno di noi ricordasse in modo distorto un fatto cruciale per la propria vita? Cosa accadrebbe se scoprisse che quel ricordo su cui ha costruito le proprie certezze è poggiato su sabbie mobili? …

Ancora una volta una libro in cui le donne sono protagoniste, ancora una volta un racconto corale. La scrittrice inglese conferma la sua profonda conoscenza della psiche umana architettando una storia in cui la verità perde la propria univocità e si frantuma tra le mani del lettore, assumendo la forma delle sei voci narranti. Un espediente efficace, con cui ogni personalità viene sezionata con precisione chirurgica e la cui analisi non concede distrazioni. Il racconto si spoglia della veste di thriller e si qualifica progressivamente come dramma psicologico. I frammenti sprofondano uno dopo l’altro nello Stagno delle annegate, dove tutto è cominciato, e solo alla fine riemergono, ricomposti nell’immagine che dà risposta ad ogni interrogativo.

Non è il giallo che mi aspettavo, ma indubbiamente una prova letteraria di altissima qualità.

SECONDA DI COPERTINA

Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l’hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine – donne “scomode”, difficili, come lei -, ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.

Informazioni su Giuliana Bellosi

Toscana di nascita, laureata all'Università degli Studi di Pisa, attualmente a Milano. Lettrice appassionata, reviewer.
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